Inside Out

Inside out significa “a rovescio”, ma anche “a fondo”.

La luce è strumento primo nel lavoro di un fotografo. Fausto Mazza la tramuta in oggetto di indagine nei meandri di un percorso al contrario. La coglie in tutta la sua evanescenza elevandola a protagonista di scatti improntati alla purezza formale, al minimalismo dei tratti, all’invenzione elegante, giocosa e arguta.Il percorso espositivo pensato da Mazza per Davide Groppi è a rovescio proprio perché va a fondo. Rivolta l’arte del designer come un calzino. Ci mostra la bellezza essenziale dei suoi prodotti, la grazia delle loro forme panciute o spigolose. E ne rivela le qualità estetiche anche nel loro stato iniziale di incompiutezza, di materia grezza.Poi va oltre. Svela i segreti del dietro le quinte, mostra il lavoro nel retrobottega, racconta con elegante spontaneità la dinamica dei processi di lavorazione agiti con dedizione e precisione dalle persone che danno vita a quegli oggetti preziosi lontano dagli occhi dell’utilizzatore finale. Sviscera. Unisce al tocco leggero un pizzico di poesia. Tanta fotografia, dunque, centro di gravità di un lavoro però sfaccettato e versatile.  C’è anche una videoinstallazione. Un vero e proprio cortometraggio, che documenta il lato nascosto in maniera evocativa. Luci e ombre. Lo scorrere della matita sul foglio di carta e lo scintillare della fresa, l’intuizione e la creazione, la materia e l’essenza, sostenuto dalle potenti intuizioni musicali di Silvio Piccioni. Rivela i misteri della luce. Dentro e fuori. Inside out.